lunedì 31 marzo 2014

Cattivo Gusto Ludico. Tutti i tentativi delle case produttrici di inImicarti un Dio

Ok a discapito delle apparenze non voglio parlare degli amanti di Monopoli e Trivial Pursuit.
In questo primo post di protesta a Giochi Guidati vorrei parlare di politiche commerciali non proprio brillanti a mio modo di vedere.
Per non incorrere in eventuali problemi legali, visto che ho intenzione di citare tutti i nomi, mi auguro in un numero ridotto di lettori e che questi ultimi non siano i diretti interessati.
Per iniziare vorrei parlare di Krostmaster Arena e  gli altri giochi che come amo chiamarli io sono pay to win. Il problema di Krostmaster arena, gioco che io apprezzo nelle meccaniche e ovviamente nei materiali, è la sua politica delle espansioni a scatola chiusa. Adesso lo so che ci sono giochi che vanno avanti da una vita con questa politica, ma vediamo le differenze ad esempio con magic (per citare il più famoso):
1) il numero di personaggi: in krostmaster arena ci sono 34 personaggi e considerando che nella scatola base ce ne sono 8 ne rimangono "solo" 26 di nuovi. Quindi se acquisto una scatoletta di espansione ho una possibilità di 8/34 di trovare un doppione (considerando che alcune miniature sono rare la mia percentuale è molto più alta nella realtà) con una percentuale INIZIALE del 23% di trovare un doppione (credo che nella realtà si attesti intorno al 30%). Ovviamente ad ogni statuetta nuova posseduta la possibilità di doppioni si alza notevolmente.
2) il numero di statuette in ogni pacco di espansione. Se è vero che anche in magic posso trovare dei doppioni (e qui la percentuale è molto più bassa, ve lo garantisco) va detto che in una bustina ci sono 15 carte e la probabilità di trovarle tutte doppie soprattutto ai primi acquisti sono infinitesimali. La probabilità di trovare la statuetta doppia invece equivale a quanto postato al punto 1.
Krosmaster: Arena - Nox (ENG)3) il prezzo. Non dico che 5 euro per una statuetta siano troppi ma sono troppi se la statuetta la devo prendere a scatola chiusa. Se spendessi 5 € per una statuetta a scelta vorrebbe dire che l'intero gioco mi verrebbe a costare (40€ per il set base + 5€ x 26 statuette) 170 € che non sono bruscolini e che sono un prezzo assolutamente commisurato ai materiali. E' meglio che non provi nemmeno a calcolare il costo approssimativo del gioco completo comprando a scatola chiusa... Riprova ne è il valore delle statuette vendute singolarmente che arriva anche a 30€ (prezzo assolutamente folle ma presente in molti negozi online).
4) pay to win. sono i giochi nei quali chi spende di più vince. Non c'è nulla di sbagliato in questo, ma francamente non li sopporto. Questo nasce da un non perfetto bilanciamento delle statuette dove alcune (nox ad esempio) sono più forti o meno counterabili di altre e per questo diventano dei must have. Questo porta alla lunga ad avere dei team più forti contro i quali non si hanno chance di vincere (a parità di skill).

Cambiando argomento vorrei parlare di tutti quei giochi che cambiano il layout grafico in modo da rendere incompatibili le versioni.
Adesso vorrei sapere per quale pazzo (chi si diletta con le rime può sostituire la parola con una a suo piacimento) di motivo la nuova versione di pandemia ha il retro delle carte con una grafica diversa che rende incompatibili le espansioni con il gioco base originale. Io capisco il restyle grafico ma le carte lasciatele uguali cosi che il gioco risulti comunque compatibile!!!!, xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx (chi mi scrive l'esatta frase censurata vince una copia di pandemia vecchia con la prima espansione della nuova edizione)  (p.s.ho citato pandemia ma potrei dire speed jungle o tanti altri).

venerdì 28 marzo 2014

10 X 10 = Percentuale

Rieccoci con una nuova iniziativa.
Girando su Boardgamegeek mi sono imbattuto spesso in diverse iniziative di dubbio gusto o utilità e come sempre sono quelle che mi hanno attirato maggiormente.
In particolar modo oggi vorrei postare i miei risultati nella temuta 10x10 (no non vi preoccupate non parlo di serie di flessioni da farsi con 10 copie di caverna caricate sulla schiena).
Le 10x10 sono invece dieci sessioni ad un gioco (di solito si parla di solitari) dopo le quali si possono iniziare a inserire alcune statistiche e percentuali.
In questo blog, che nasce come diario di gioco, e che tale vuole rimanere vi posterò man mano tutte le volte che completerò una 10x10 in modo che se ci fosse qualche altro folle intenzionato a cimentarsi nella sfida ci si possa confrontare o semplicemente condividere l'esperienza.
Il mio obiettivo sarebbe anche quello di capire l'effettivo livello di difficoltà di un gioco.
Partiamo dalle modalità con le quali io ho deciso di approcciare questa sfida:
1) Il gioco va affrontato al livello più facile alla prima partita e solo in caso di vittoria si potrà passare al livello successivo nella partita seguente.
2) Se vi è la possibilità di scegliere dei personaggi/ruoli vanno invece pescati a caso (per rendere il gioco più vario ed essere più affidabili nel valutare una difficoltà media)
3)a fine di ogni partita va tenuta traccia, ove possibile, dei risultati ottenuti.
4)Se si vince un livello si può liberamente scegliere di rigiocarlo o di passare al successivo.

Per questo primo 10x10 ho deciso di giocare in casa e di scegliere un gioco non troppo lungo per cui mi sono fiondato come un bambino al suono della campanella su Forbidden Island (ok forse la sconfitta nel video brucia ancora).

mercoledì 19 marzo 2014

Se mi faccio troppi solitari perdo la vista?


E' una cosa naturale e, anche se non tutti lo ammettono, è una cosa che facciamo fin da bambini (credo di aver iniziato ancora prima di andare alle elementari).

So perfettamente che il piacere non è lo stesso che farlo con altre persone, ma non sempre si ha il tempo di organizzare una serata e poi, ogni tanto, è bello dedicarsi anche solo a se stessi.
C'è chi utilizza il pc e chi non può fare a meno di un contatto diretto (ma c'è anche chi fa entrambe le cose).
Ci sono i feticisti che amano gli odori e passano il loro tempo solo ad annusare traendone piacere.
C'è chi lo fa solo ben protetto da strati e strati di plastica e chi invece non teme danni irreparabaili.
C'è chi lo fa ma solo simulando di essere almeno in 2 ed immedesimandosi di volta in volta nell'uno o nell'altro.
C'è chi ama gli oggetti in legno ben levigati (Origin, da cui è tratta l'immagine qui a fianco è un gioco che ho DOVUTO comprare) e chi va pazzo per la plastica.
La verità è che fin da piccoli siamo abituati a giocare da soli (e, qui mi sentirò per l'ennesima volta un po' vecchio, spero che la fantasia di inventarsi giochi rimanga anche per i nostri figli e che non si adagino solamente a giocare a "premasticati" digitali).
Mi ricordo che passavo interi pomeriggi ad inventare giochi tra i più strampalati (minigolf in casa con numero massimo di colpi per raggiungere il bagno non potendo però colpire nessuna parete, caccia ai soldatini per casa con a disposizione solo una manciata di elastici ecc ecc).

Poi un giorno arrivò l'illuminazione il Tricky traps, ahhh se quel tasto bianco potesse parlare... (maledetto ponte rosso a scatto quante volte hai fatto infrangere i miei tentativi di battere il record di 3 palline salvate).

Li è iniziata la mia storia con i solitari, una storia ricca di soddisfazioni e sfide.
Ancora oggi se un gioco da tavola prevede una modalità in solitario per me aquista un fascino particolare. E' quel qualcosa in più che valorizza l'insieme (come la simpatia in una donna bella ed intelligente, si lo so sarebbe bastato dire un bel seno per rendere l'idea).

lunedì 17 marzo 2014

Divertimento senza età

Sono un amante dei german infedele ma convinto (spero che mia madre non legga questo blog perchè senza un bagaglio di conoscenze specifico sui boardgames l'affermazione potrebbe creare qualche imbarazzo). Amo la rudezza, la fermezza e l'inflessibilità di meccaniche ben oliate che fanno leva sulle tue capacità gestionali.
Amo la tensione della coperta corta che non basta mai a presidiare tutto e la lotta per l'egemonia sul tabellone dove l'importante per la vittoria non è fare più punti possibili ma farne più degli altri, dove non si sceglie la mossa migliore ma la mossa che comparando il beneficio personale al danno procurato agli avversari dia il coefficiente più alto.
Dunque dovrebbe essere abbastanza facile capire quale sia il mio gioco preferito (sento dei Caylus in lontananza, qualche Agricola, una diatriba su chi suggerisce un Puerto Rico e chi ci tiene a specificare che al tavolo devono esserci solo giocatori esperti e poi c'è anche qualche amico che mi conosce e va sul sicuro votando Power Grid ecc. ecc.).
La verità è che sono cresciuto giocando alla corsa dei tappi e alla gara delle biglie sulla spiaggia (con pista ricavata trainando per le caviglie il ragazzino più in carne della compagnia).
Erano dei momenti in cui il divertimento non era legato solo al tuo risultato ma al vedere quello che accadeva, allo sberleffo per ogni tiro sbagliato o all'ammirazione per quel tiro riuscito così assurdo, difficile e fortunoso da renderlo indimenticabile, unico.
Ricordo che si divertiva anche chi guardava e tutti sapevano dare consigli sulla strategia migliore da adottare.
Ecco se vi ricordate quella sensazione per me è il metro di paragone nel valutare un gioco. Non voglio paragonare un Caylus alla corsa con i tappi, ma la sensazione e l'appagamento che ti lascia un gioco e  quanto quel gioco sappia stringerti a se togliendoti tutti gli altri pensieri.
Un'altro criterio è quanto questo gioco sia "insostituibile" cioè quanto un gioco sia unico nella mia ludoteca sia per meccaniche che per tipologia.
In ultima analisi valuto quanto un gioco sia "utilizzabile" sia a livello di rigiocabilità sia come occasioni nelle quali potrò proporlo e divertirmici.
Una volta specificati i criteri con i quali valuto un gioco penso non ci saranno più dubbi nel definire il mio gioco preferito: Il Crokinole: Un gioco competitivo, infinito e avvolgente.

Il Crokinole in breve...
- è un gioco per 2-4 giocatori (in 4 si gioca a squadre).
- Un round dura circa 5 minuti (una partita con le regole da torneo circa 15/20 minuti).

Regolamento:
Le regole sono poche e facili da ricordare. Ogni giocatore ha a disposizione 12 "tondini" bianchi o neri (in 4 giocatori ogni giocatore gioca con 6 tondini e la coppia si dispone come a scala 40 una di fronte all'altra) e ci si siede uno di fronte all'altro.
Ogni giocatore si posiziona davanti ad uno dei 4  spicchi di gioco (la linea nera tonda più esterna delimitata da linee verticali) e senza mai alzarsi o spostarsi dalla sedia dovrà, a turno, posizionarci sopra una sua pedina (nell'immagine il nero sta per tirare) e "schiccerarla" (colpirla con l'unghia così come si faceva con le biglie).
Per tirare il giocatore ha a disposizione l'intero spicchio per cui potrà tirare da un punto qualunque purchè la sua pedina sia poggiata sulla linea (sempre quella più esterna)del suo spicchio.

venerdì 14 marzo 2014

Quanto dista City of Iron?




Il Mercoledì per me ha lo stesso effetto degli spinaci per Braccio di ferro. Non importa quanto pesante sia la giornata lavorativa o quanti problemi/sfighe si possano accumulare, perché il Mercoledì c'è la serata board games! E' un po' come quando al liceo (forse per puro caso anche in quella circostanza accadeva di Mercoledì) c'erano le prime 2 ore di educazione fisica e questo era sufficiente a rendere il resto della giornata in discesa.


La tabella di marcia prevede una capatina in ufficio prima di imboccare la Cisa e fare i 305 km che separano la nostra sede di Gussago dal cliente di Pistoia.
Ovviamente prima di fissare l'incontro mi sono fatto tutti i calcoli dei tempi per essere sicuro di arrivare a casa in orario utile per  poter cenare con la famiglia e poi fiondarmi alla serata di Strategicamente (in programma la seconda partita a City of Iron.... che gioco!!).
C'è da dire che gli spinaci Braccio di ferro li prendeva solo in situazioni di "pericolo" e così i miei Mercoledì devono portarsi dietro, per contratto, tutte le difficoltà possibili.
Non è un caso quindi che lunghi tratti della Cisa sia all'andata che al ritorno siano ad una sola corsia o che, dal cliente, si aggiungano all'ultimo minuto altri referenti tecnici portando un banale incontro di routine della durata di un'oretta ad essere una vera e propria task force di tre nelle quali sono quasi il solo locutore.
Uscito dal cliente imposto il navigatore e l'arrivo a casa viene stimato per le 20.17... dovrei trovarmi in birreria con gli altri per le 20.30... Non ci siamo..
Nel viaggio riesco a recuperare un quarto d'ora e più o meno per le 20.00 arrivo con, incredibile a dirsi visto che il cuoco di casa sono io, la cena che mi aspetta già fumante sul tavolo (in fondo anche Braccio di ferro non sarebbe nessuno senza la sua Olivia considerando anche che prima che la stessa lo scegliesse come fidanzato altro non era che un personaggio marginale delle strisce di Thimble theatre).

Dopo aver avvertito i compagni di merende del ritardo di una mezzoretta (ci sono poche cose al mondo che odio più dell'essere in ritardo e una di queste è essere in ritardo alla serata board games), riesco a sedermi al tavolo e ordinare la birra media per le 21.00.
Ad aspettarmi ci sono Paolo, Francesco ed Andrea e, solitamente, questa formazione è il preambolo a partite toste, tirate e piene di bastardate proprio come piacciono a me.
In attesa del mio arrivo hanno intavolato un prototipo di un amico "desertica" che sembra essere un german non eccessivamente complesso con un interazione diretta abbastanza forte.
Finiscono i primi 3 giri mentre io mi gusto la birra fresca, annotano le impressioni e siamo pronti per il piatto forte City of Iron.

Il gioco in "Breve"...
City of Iron è un gioco uscito da kick starter nel 2013.
- Da 2 a 4 giocatori
- Della durata di 120 Min.
- Le meccaniche sono: deck building, "collezione oggetti", controllo territorio e maggioranze.


Il gioco ha 4 razze distinte (con abilità, stili di gioco e mazzi diversi) che si contendono lo supremazia militare e produttiva delle diverse risorse presenti in questo universo steam punk.
I materiali sono veramente belli e sono composti da un tabellone generale (con segnapunti, indicatore dell'ordine di turno, riepilogo delle produzione per ogni bene e spazio per le possibili unità da costruire), un tabellone personale (riporta lo spazio per il mazzo di sviluppo e quello militare e le abilità bonus della razza di riferimento), i pianeti di partenza e quelli raggiungibili durante il gioco, diversi token e moltissime carte (2 mazzi per ogni razza, un mazzo di carte con le unità da costruire sui nostri pianeti e un mazzo di città da conquistare militarmente.

martedì 11 marzo 2014

L'inizio del viaggio... Un'isola che affonda. Sarà ben augurante?


Bene è ora di iniziare.... 
Prima di tutto, vorrei ringraziare Andrea Dado e il suo blog (http://dadocritico.blogspot.it/ ) sia per le risate che mi sa regalare con i suoi post sia per l'idea dalla quale prende vita questo blog.
Per lavoro passo in macchina l'80% del tempo e spesso mi trovo in anticipo per appuntamenti o con pause pranzo da passare in autogrill con la compagnia di qualche regolamento o gioco da testare in vista della serata ludica del mercoledì (le altre sere, quando non mi addormento alle 20.00, faccio il compagno ed il papà di un bimbo di 3 anni, già arruolato per il lancio dei dadi).
Così nasce questo blog che vuole essere un divano comodo dove spiegare giochi con video traballanti fatti nei luoghi più improbabili e raccontare le serate tra amici passate in associazione ( http://www.strategicamente.org/ ). Se volete fermarvi mettetevi comodi, prendete una birra e condividete le vostre opinioni.
Nei giochi così come a tavola sono onnivoro, passo dai filler ai cooperativi (ma non ditelo in associazione dove sono banditi dallo statuto), dai tedesconi che non perdonano il minimo errore ai giochi pieni di dadi, casualità e king making.
In attesa della prima occasione buona per inaugurare la sezione video, ho caricato in macchina Forbidden Island un gioco cooperativo da 1 a 4 giocatori.
Ritenuto da molti (con cognizione di causa) il fratello minore di pandemia, L'isola proibita (questo il nome della versione italiana) è un gioco che è entrato a piccoli passi nelle mie grazie, è stato timido, comprensivo e paziente.
Durante la Partita, ogni giocatore parte con uno dei personaggi disponibili (tutti con poteri speciali differenti) e deve cercare di evitare che l'isola affondi prima di aver recuperato le 4 reliquie degli elementi e di essere fuggito a bordo dell'elicottero.
Al proprio turno ogni giocatore ha 3 azioni da spendere tra lo spostarsi, il far riemergere le isole parzialmente sommerse, lo scambiare carte con altri giocatori sulla stessa isola o il reclamare una reliquia consegnando un set di 4 carte dello stesso tipo su una delle isole preposte (2 per ogni reliquia).
Dopo il turno di ogni giocatore, che si conclude con la pesca di 2 carte del mazzo (tutte positive tranne le carte che innalzano il livello dell'acqua), ci sarà la fase di affondamento dell'isola dove verranno pescate tante carte quante indicato dal livello attuale dell'acqua che faranno affondare le rispettive isole disegnate.